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Don Alessandro Martini Viceparroco di Piossasco nella Diocesi di Torino

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2 Timoteo 2,22 - Cerca la giustizia, la fede, la carità, la pace, insieme a quelli che invocano il Signore con cuore puro.

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danielawrote:
May 26

ciaoooooo don!!!com'è???Grazie x avermi aggiunto su msn!!!GRAZIE 1000!!!un bacioneee!!!

Apr. 17
Mar. 7
Anigerwrote:
Ti auguro una notte serena. Regina
Mar. 5
ciao don,sono francesca,volevo farti i complimenti x il blog...è belliximo!!!
se vuoi passa da me e lasciami tanti bei commentini...
bacini baic8i polly ♥
Mar. 4

RACCONTO QUALCOSA DI ME

Critiche costruttive

Due sabati fa ho fatto un’omelia proprio sbagliata. Ho ricevuto molte critiche. Avevano ragione. Ho cercato di ascoltarli veramente. Li ho ringraziati. Ma dopo era difficile fare bene ciò che dovevo fare. Avevo dentro una grande angoscia e sensi di colpa. Dovevo fare un po’ di violenza su me stesso per stare attento alle persone con cui ero, per vivere per loro, per non avere sempre la testa a rimuginare il mio errore. È stata dura, ma ho potuto constatare in quel weekend dei frutti veramente belli, mi sembra al di là delle mie capacità.

Il frutto più bello è stato quello di un paio di fidanzati che erano venuti al coro sono con molti dubbi e che poi mi hanno fatto uno splendido riassunto su quale è la differenza tra sposarsi in chiesa e sposarsi il comune o convivere: “partecipare alla comunità”. Mi ha fatto piacere come abbiano colto la cosa più importante. Uno di questi sta già pensando con la sua fidanzata a come inserirsi nella parrocchia dove abiteranno e discuteva di questo con gli animatori del corso.

Un altro frutto è stata la messa coi ragazzi di seconda superiore. Erano attentissimi, come non sono abituato con ragazzi della loro età.

Forse quando sei sulla croce e ti butti ad amare lo fai con cuore più puro e allora lo Spirito Santo lavora di più. FELIX  CULPA.

Nei giorni successivi ci sono state dei colloqui con queste persone che mi avevano corretto che per me sono stati momenti belli, mi sembra di comunione reale. Mi sembra che rapporto tra noi invece di essersi incrinato è diventato più forte. O almeno è così per me.

 

 

Riunioni

Giovedì scorso sono andato a fare una riunione a Torino nella sede la Gioc con animatori provenienti da diverse parrocchie. Ho cercato di essere attento a tutti. Ad ognuno una parola personalizzata. Un chiedere notizie. Mi sembra che si stia creando un bel rapporto di comunione. Alcuni di loro si aprono con me. Cerca in quel momento di fare il vuoto e ascoltare veramente. Cerca di dimenticare la stanchezza e vivere per chi ho davanti.

 

 

Ritiro preti

Mercoledì scorso sono andato a partecipare al ritiro dei preti con il vescovo. C’è una cosa che mi ha colpito. L’incontro con gli altri preti era spesso una festa. Ho potuto constatare che in questi anni si sono costruiti tra noi dei rapporti veri, non formali, non solo di lavoro o di cameratismo. È proprio una cosa bella, sentire che ho una famiglia con loro. La stessa cosa la sperimentata giorno prima quando sono andato a fare una riunione con un sacerdote, Don Massimo, con cui avevamo condiviso l’amicizia sin dai tempi del seminario, pur essendo di diocesi diverse.

 

 

Confessioni

In Avvento e in Quaresima organizziamo delle confessioni per i giovani delle superiori. Non sono momenti facili perché non è facile convincerli a partecipare e soprattutto non è facile gestire una serata con ragazzi che spesso non sono abituati a pregare. Spesso queste serate non sono state proprio molto raccolte. Ma negli anni avevo sempre creduto in loro, non ci siamo mai scoraggiati. Ogni volta avevo cercato di verificare come era andata in amicizia tra noi. In un clima di comunione notavamo gli aspetti positivi e le cose da migliorare e ci eravamo a vicenda coraggio per osare di più, per prepararci meglio. L’ultima volta avevamo deciso di provare a far preparare l’esame di coscienza direttamente dai ragazzi, a gruppo e di provare ad ascoltarci fra noi mentre cercavamo di dire le spiegazioni che avremmo dovuto fare a loro. Aiutandoci a spiegare con più chiarezza.

Tutto questo, mi sembra, è stato un esercizio di comunione e di unità tra noi che ci ha resi ancora più amici. E questo è un primo frutto. Un secondo frutto è che sicuramente Gesù sarà stato ancora più presente in mezzo a noi attirato dal nostro amore reciproco.

Un terzo frutto è stato che le ultime confessioni, appena svolte, sono state veramente bellissime. C’era un clima di raccoglimento tra tutti. Bellissimo l’esame di coscienza dei ragazzi ma belle anche le spiegazioni fatte da laici, non solo da preti. Bellissimo quando Dario ha paragonato la confessione al farsi una bella doccia dopo una lunga corsa. È un esempio che ha colpito tanti.

Bellissimo quando Sara ha detto perché secondo lei è importante fare un buon esame di coscienza. Si vedeva che ciò che diceva era frutto di una sua riflessione personale.

Bellissimo il commento che Fabrizio ha fatto su un brano di Vangelo. Una persona che non voleva confessarsi è stata convinta proprio da questa spiegazione.

Tutto questo mi sembra che sia frutto dell’unità che abbiamo creato tra noi.

 

 

Cresime

Da un po’ di tempo per le cresime chiediamo ai ragazzi di aver fatto almeno due anni di catechismo. Sono sempre di meno i ragazzi che non fanno questo ma ce ne sono sempre alcuni, qualcuno che s’inserisce dopo e qualcuno che ha avuto qualche incertezza nel cammino.

Per gli altri proponiamo di fare la cresima un po’ dopo facendo un percorso, normalmente seguito da me, di qualche mese.

Le famiglie di questi ragazzi naturalmente si sentano sempre un po’ arrabbiate con me. Per questo motivo cerco di dedicar a loro più tempo.

Ad esempio quando deve incominciare questo percorso di catechismo non mi limito a fare loro la telefonata ma vado a trovarli tutti a casa per creare un rapporto.

Col tempo si vedono anche i frutti.

Ad esempio una di queste famiglie mi ha chiesto di benedire il loro anniversario di matrimonio.

Quest’anno erano 10 ragazzi di terza media e prima superiore. A seguirli, alternandosi con me, c’era il seminarista.

I ragazzi si sono trovati così bene che hanno chiesto di fare un ritiro, che abbiamo realizzato due settimane dopo la cresima.

È andato bene. Mi hanno detto: “Grazie perché ci prendete sul serio. Avevamo chiesto di fare il ritiro è voi l’avete fatto veramente. Avevamo chiesto di non essere trattati da bambini, facendoci fare giochi stupidi. E voi avete fatto così”.

Oltre l’anonimato delle grandi città Testimonianza di Paco Tomás Sacerdote collaboratore Nunziatura Apostolica, Madrid (Spagna)

Oltre l’anonimato delle grandi città

Testimonianza di Paco Tomás

Sacerdote collaboratore Nunziatura Apostolica, Madrid (Spagna)

 

Uno dei problemi delle metropoli come Madrid, è la mancanza di comunicazione.

Ogni giorno migliaia di persone prendono i mezzi pubblici e affollano le grandi stazioni, ma nessuno parla con l’altro. Neanche si osa guardare in faccia le persone che si hanno accanto, perché impegnate a leggere il giornale, ad ascoltare musica o a parlare al cellulare.

Ho deciso, allora, di cominciare a salutare la gente, come si usa fare in quei piccoli villaggi dove vivevo anni prima e, anche se per natura sono molto introverso, saluto qualsiasi persona incontro per strada, alla stazione ferroviaria, durante i miei quotidiani viaggi in treno dalla casa dove abito a Madrid.

Il primo saluto, mi costa sempre tanta fatica. La gente all’inizio si meraviglia ma poi, di solito, gradisce. Magari saliamo insieme sul treno o c’incamminiamo insieme parlando.

Così, dopo tre anni, sono circa 200 le persone con cui ho instaurato un dialogo.

Certo non sempre la cosa funziona: alcuni quando mi vedono, abbassano la testa o prendono un’altra strada. Ma in genere vengono fuori bellissime esperienze.

La prima persona che ho salutato era una signora. Quattro giorni dopo ho potuto amministrare il sacramento dell’unzione degli infermi a suo papà. Subito dopo mi ha chiesto: “Ma perché quel giorno mi ha salutata?” e io le ho risposto: “Perché credo nella fraternità universale, poiché Gesù ha chiesto «Che tutti siano uno»”. E lei: “No; forse perché Dio voleva preparare bene mio padre per questo momento. Da oggi, se qualcuno mi dirà che Dio non esiste, mi metterò a discutere con lui!”. Questa fu per me la conferma che bisogna essere attenti al prossimo che Dio ci mette davanti nell’attimo presente e non lasciarcelo sfuggire. Quella signora mi ha portato poi a conoscere tutte le sue compagne di lavoro ed in seguito ho presieduto la celebrazione del matrimonio di sua sorella e battezzato la bambina.

Nella mia chiesa, la mamma di una ragazza mi ha raccontato di un fatto accaduto a sua figlia: «Un giorno se ne era andata a lavorare arrabbiata contro Dio, ma quando tornò a casa mi disse: “Mamma, sai cosa mi è successo? In stazione ho incontrato un signore che mi ha salutata, abbiamo viaggiato insieme parlando di tante cose, ed era un prete!”». Per quella ragazza, questo era un segno che Dio le veniva incontro. Mi hanno così invitato più volte a pranzare con loro, a benedire la loro casa e mi hanno poi presentato ai loro vicini. Questi, anche se la moglie appartiene alla Chiesa ortodossa russa, mi hanno chiesto di benedire la loro casa e più volte sono rimasto a cena da loro.

Un giorno c’era uno sciopero e si doveva aspettare per parecchio il treno. Due bambini e il loro papà erano annoiati dalla lunga attesa. Mi sono messo allora ad insegnare loro delle canzoni coi gesti. Il giorno dopo, i piccoli hanno convinto il papà a venire a trovarmi. Da allora, ogni sabato vengono alla nostra Messa e hanno voluto che fossi io ad amministrare la prima comunione alla figlia.

Alcune persone che da anni erano vicini di casa, o altri che da tempo si erano incrociati alla stazione o avevano viaggiato sullo stesso treno, non si erano mai conosciuti. Sono stato io a presentarli l’uno all’altro! Alcuni sono diventati oggi amici inseparabili.

Nascono rapporti molto belli anche con chi non crede. Un signore, “agnostico di sinistra” (così lui stesso si definiva nella prima mail), mi ha sentito raccontare che da bambino avevo desiderato uno Scalextric (gioco di macchinette), e che dopo aver risparmiato per ben due volte i soldi necessari, li avevo donati per i missionari. Il giorno dell’Epifania ho visto arrivare un grande pacco, anonimo. Era quel gioco; provvidenziale perché proprio in quei giorni avevo assunto l’impegno di animare un gruppetto di bambini.

"Ma vuoi fare l'uomo vecchio o l'uomo nuovo?"

IL PIU' BEL MESSAGGIO NATALIZIO L'HO RICEVUTO DA BEPPE, PAPA' DI TRE SPLENDIDI BAMBINI:
 
Carissimo don Ale,
Grazie per l'opportunità della Messa per i bimbi di ieri sera: i nostri bimbi sono stati molto colpiti da quanto hanno vissuto e da ieri, se uno comincia a litigare, l'altro gli dice: "Ma vuoi fare l'uomo vecchio o l'uomo nuovo?"... com'è vero che i piccoli sono i nostri maestri!
 
CON I BAMBINI DA 0 a 8 ANNI ABBIAMO CANTATO UN CANTO PER SPIEGARE A LORO IL NATALE: Dentro di noi c’è l’uomo vecchio, Mi dice sempre di essere egoista, Di farmi gli affari miei, Di non pensare miei agli altri. Meno male che è venuto Gesù, E io l’ho accolto dentro di me. Ora al posto dell’uomo vecchio, Dentro di me, regna solo Gesù. E Gesù mi dice di amare, amare, amare, pensare sempre agli altri, fare tanti atti d’amore.  

 

O uomo vecchio,

quanto m’hai tormentato

ora al tuo posto

regna solo Gesù

che brutti scherzi

tu però m’hai tirato...

non ritornar mai più!

 

Regna la pace

canta l’amore

quando c’è l’Unità.

Solo una luce

arde nel cuore:

la vita di Gesù

 

O uomo nuovo

quanta gioia m’hai dato

da quando in terra

lascio viver Gesù

e sul Suo Cuore

il nostro cuore è plasmato

vivi in me solo Tu!!!

 

Regna la pace...

 

 

 

 
 

Piccolissimi fatti di Vangelo

Piccolissimi fatti di Vangelo

 

Settimana vocazionale

 

Avevamo messo in programma come diocesi di fare una settimana vocazionale per ragazzi maschi delle superiori in quattro diverse parrocchie della diocesi. Purtroppo le tre settimane nelle altre parrocchie sono saltate, non c'erano ragazzi. Solo da noi siamo riusciti a coinvolgere alcuni ragazzi. Il rettore del seminario minore, don Ferruccio, mi ha detto che la causa forse è il fatto che gli altri preti erano parroci, avevano troppo da fare, avevano meno contatto coi giovani. Ma mi ha detto che forse la causa era anche nel fatto che gli altri preti non ci avevano creduto come me in questa settimana. Mi ha fatto piacere. Alla fine forse quando nelle cose ci credi, quando ci metti amore, quando ci preghi sopra, quando cerchi di coinvolgere e di creare cointeresse, comunione intorno ad un valore (come, in questo caso, la vocazione), quando cerchi di costruire iniziative mettendoti in discussione. Alla fine qualche frutto forse viene. Non mi sento certamente un prete con capacità particolari. Anzi, sono un pasticcione. Ma questi piccoli frutti mi fanno capire che devo cercare sempre di più, che dobbiamo cercare sempre di più, di agire nella comunione, con la comunione, con l'amore, con fede e credendo più nelle possibilità di Dio e di Gesù in mezzo a noi che nelle nostre.

 

Colloquio

 

Dovevo un lavoro entro pochissimo tempo ed aspettavo l'arrivo di una ragazza. Le avevo chiesto di venirmi a parlare perché si sentisse un po' ascoltata, cercata, perché potessi fargli delle proposte forti di fede a lei che era un po' che non veniva più ai gruppi. Sinceramente speravo che non venisse più, così avrei potuto finire il lavoro. Era nervosissimo. Avevo paura di non riuscire ad accoglierla bene. Puntualmente è arrivata e non è arrivata sola. Ma con una sua amica, che avevo cercato il giorno prima per lo stesso motivo. E che non avevo trovato. Avevo parlato solo con sua sorella. Avrei preferito incontrarle ciascuna da sola per l'impressione che i ragazzi quando sono da soli si aprono di più, e sono più sinceri. La cosa era ancora più difficile. Io ero molto nervoso e stanco. Dovevo parlare contemporaneamente con lei con l'altra ragazza e andare comunque in profondità. Cosa che non è facile quando sono in due. Ho dovuto superarmi. Perdere tutto. Affidare questo incontro allo Spirito Santo. È bastato offrire un bicchier d'acqua, qualche fragola, un pasticcino e si è creato un clima bello di comunione. Hanno raccontato qualcosa di loro. Ascoltavo e chiedevo. Alla fine mi sono sentito libero di far loro la proposta di un ritiro spirituale molto impegnativo che stiamo organizzando per i giovani denominato TreGiorniPerTe. L'incontro più bella della giornata è avvenuto nel momento più difficile della giornata. Nel momento in cui ero meno in forma. È Dio che mi aiuta sempre ricordarmi che non dipende da me nulla, ma tutto dipende da lui.

 

Scout

 

Gli scout della mia parrocchia non avevano più fiducia in me. Avevo fatto degli errori. Non ero riuscito a coinvolgerli bene. Con loro avevo avuto anche una certa immaturità, probabilmente. Aveva puntato su delle cose sbagliate, come il rapporto con i ragazzi che con gli educatori. Era da un po' di anni che mi sembrava una situazione irrisolvibile. Le difficoltà di rapporto con me si ricavano anche di fatto difficoltà di rapporto con il resto della comunità giovanile. Ho capito che dovevo coinvolgerli in un modo nuovo. Abbiamo dedicato un consiglio d'oratorio solo a loro. Ad ascoltarli e cercare di conoscerli di più. Successivamente ho cercato di prendere sul serio le loro richieste. Ad esempio li ho fatti incontrare con i catechisti. Proporremo, ad esempio, ad ogni gruppo di catechismo di seconda media il cammino del reparto come continuazione nel dopo-cresima. Adesso sembra che ci sia un clima diverso.

 

Ultramaggiorenni

 

C'è un gruppo di una delle due mie parrocchie che doveva morire. O almeno così sembrava. Tutti erano lì ad aspettare da me che preparassi qualcosa ogni volta. Ogni volta c'erano sempre delle persone in meno. Mi stavo scoraggiando. Ad un certo punto ho capito di dover fare qualcosa: propongo a loro di essere protagonisti, di preparare a turno il gruppo ogni volta. Fornisco loro un libro come traccia, fatto dall’Azione Cattolica. La prima volta faccio vedere io come si può preparare un gruppo e poi a poco a poco, all'inizio restii, poi più entusiasti, preparano il gruppo a turno. Adesso sembrano felici. L'ultima volta erano 25. C'era anche gente nuova. Una signora si è aperta ed ha raccontatto che dopo la morte del marito ha tolto la TV. Legge il Vangelo. (Mi ricordo che due anni fa ero io che gli avevo proposto questo). Si crea un clima profondo. Io dico, scherzando ma non troppo: “Sentendo voi mi devo poi confessare”, perché vengono fuori veramente delle cose che fanno convertire. Quest'anno la gita la faremo in comunione con un gruppo dell'altra parrocchia.

 

Matrimonio

 

Un altro matrimonio come tanti altri. La gente non è di per Gesù o per la fede. C'è tantissima esteriorità.  Hanno chiamato un coro Gospel con i canti in inglese. Non sanno rispondere a nulla. Arrivano con mezz'ora di ritardo. Ma io cerco di non fermarmi a queste cose. Cerco di amare. Mi prepara con la preghiera. Quando arrivano li saluto ad uno ad uno. Scopro che la sorella dello sposo è separata, convive con un altro, il saluto con tutto l'amore che ho. Durante la celebrazione c'è un clima di grande silenzio, attenzione, ascolto. Nessun chiacchierio. Nella predica parlo quasi solo di Gesù, del suo amore, della sua accoglienza per tutti senza giudicare nessuno, della sua proposta di vita meravigliosa. Mi sembra che le parole siano ascoltate con grande attenzione. Alla fine un testimone mi ringrazia: “Una messa diversa”. Dico alla sorella dello sposo: “Mi vieni a parlare una volta?”. E lei dice “Sì”. Speriamo, se Dio vuole, che sia passato qualcosa del Vangelo.

 

Email

 

Una donna che ha perso un bambino nella pancia ha visto il mio blog. Mi ha scritto disperata. Ho cercato di ascoltare lo Spirito Santo e le ho risposto. Sembra che lo spirito Santo mi abbia usato come strumento.

 

----- -----

Caro don Ale,

le tue parole, come un fulgido raggio di sole in una giornata invernale, hanno scaldato il mio cuore. Sei l'unico che ha capito il mio stato d'animo e soprattutto unico ad aver aperto un sipario sul palcoscenico della mia vita, così cupa e insignificante(o almeno questa è la sensazione attuale)

Come tu riporti "una goccia d'acqua che cade con costanza buca la roccia"e farò tesoro di questa frase conservandola gelosamente nel bagaglio di esperienze che mi porto dentro, afferrandola tra i denti ogniqualvolta la vita sembra una battaglia persa . Frase altrettanto commovente è "ogni croce porta la resurrezione" e in virtù di questo riuscirò a tracciare il cammino della mia vita.

Oggi ho avuto una lite con mia madre, la donna che tanto mi sembrava comprensiva oggi si è mostrata una persona frivola che ha calpestato i miei sentimenti.

Don Ale, sei l'unico ad aver letto nel mio cuore a capire e confermarmi che la ferita non si rimarginerà mai e ad aver sottolineato quanto grande è l'amore di una madre nei confronti del figlio, l'unione di due cellule, maschile e  femminile che diventa vita appena il cuore si forma nel grembo materno.

Il bimbo mai nato era già mio figlio! Sarà lui l'angelo protettore, mio e dei miei cari, che forse m'insegnerà a pregare

 

Don Alessandro Martini
 

11 maggio 2008

"Dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà" (2 Cor 3, 17)

 

Oggi è Pentecoste. Lo spirito Santo è il protagonista della nostra vita. E l’amico più grande. San Paolo dice che "Dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà" (2 Cor 3, 17). Ho toccato con mano che l’azione dello Spirito Santo esiste, malgrado la mia debolezza.

 

È bastato ascoltarli un po’

 

Ha telefonato una signora convinta che i suoi figli fossero indemoniati. Le ho dato appuntamento. È venuta col marito. È bastato ascoltarli con un po' di attenzione per aiutarli a capire che i problemi che hanno i loro figli sono purtroppo molto diffusi e non c'è bisogno di pensare di avere dei figli indemoniati. Ho cercato di incoraggiarli, ho consigliato loro di rimanere molto uniti. Alla fine sembravano più sereni. Sono poi andato a trovarli presto a casa.

 

Verifica tecnica o direzione spirituale?

 

Abbiamo fatto una riunione per verificare il nostro ritiro per i giovani “TreGiorniPerTe” fatto a Cuneo nel ponte del 25 aprile. Una cosa mi ha colpito. In alcuni momenti la riunione, da verifica tecnica e di programmazione, mi sembra che si sia trasformata in un incontro di direzione spirituale comunitaria. Di condivisione spirituale. Vorrei che tutte le riunioni fossero sempre così. Non solo trovarsi a programmare cosa fare e verificare cosa abbiamo fatto, cose giustissime e importantissime. Ma prima di tutto trovarsi a condividere con gli altri il nostro cammino di fede. A fare ogni volta un’esperienza incontro con Cristo nella comunione con i fratelli. Se sarà forte tale comunione, sarà più stragrande la luce dello spirito Santo sulle nostre decisioni. Faremo di più quello che vuole lui e non i nostri programmi umani.

 

Quattro giovani con la comunità propedeutica

 

Mi sembra un frutto dello Spirito Santo il fatto che quattro giovani delle mie parrocchie siano andati a fare una settimana comunitaria vocazionale in seminario minore in compagnia dei giovani della comunità propedeutica. All’inizio dell’anno, quando programmo tutto, quando sogno che cosa potrebbe succedere di bello durante l’anno, per trasformarlo prima in preghiera e poi in programmazione da proporre, non avrei neppure lontanamente immaginato che sarebbe potuta accadere una cosa così bella. Lo Spirito Santo va spesso al di là dei nostri sogni. È lui il regista. Il protagonista della parrocchia. Devo lasciarlo fare di più.

 

Farsi vuoto

 

Un ragazzo che da parecchio tempo soffre di depressione mi chiama. Vorrebbe da me dei consigli spirituali.

Penso che in fondo avrà soprattutto da sfogarsi come ha fatto altre volte. A volte può essere pesante ascoltare una persona in depressione.

Capisco che è una chiamata di Gesù. Una di quelle che Gesù ci fa 30 volte al giorno. Dico di sì. Vado.

Inizia un dialogo fra noi. All’inizio mi racconta come lui vede la propria situazione. È forte la tentazione di dare delle risposte. Di dare delle soluzioni. Di spiegare come deve fare.

Ma capisco che devo farmi vuoto. Devo cercare di immedesimarmi lui. Di accogliere dentro di me la sua situazione. Di cercare di comprenderlo fino in fondo.

Spontaneamente, a poco a poco, il dialogo si trasforma in una confessione. Ha il coraggio di dire cose che da anni si porta dentro.

Alla fine mi chiede il perdono di Gesù.

Anche qui ho visto l’azione dello spirito Santo. A volte lo Spirito Santo non vuole tanti nostri ragionamenti, no ha bisogno delle nostre soluzioni umane. Lui vuole utilizzarci come strumenti per essere Lui ad agire. E lui “di solito” (sempre) fa molto meglio di come faremmo noi.

 

Ragazzi vivaci ?

 

Dovevo fare un incontro sulla fede con un gruppo di ragazzi delle superiori un po’ vivaci. Ogni venerdì si incontrano in parrocchia con i loro animatori e spesso li fanno un po’ disperare. Si sono fatti un po’ la nomea di ragazzi che non combinano niente. Ero un po’ nervoso. Ho cercato di prepararmi alla preghiera, mentre aspettavo che arrivassero. L’argomento doveva essere “Se Dio si fosse rivelato come vorrei che fosse … a che condizioni potrei credergli?”. Subito la tentazione era quella di urlare contro di loro per farli stare bravi. Ma ho cercato di mettermi nell’atteggiamento di amare ciascuno di loro. Forse questo era più facile perché non c’erano tutti, erano pochi. Non so se se ne siano accorti del mio atteggiamento. So che hanno tirato fuori delle cose molto belle, anche se molto semplici. Su come vorrebbero che fosse un Dio fatto uomo, su Gesù che di fatto è stato “un grande” … Hanno partecipato bene. E alla fine mi ringraziavano di aver passato una serata con loro. Specialmente i più vivaci. Devo ringraziare anche gli animatori che dedicano sempre tempo e attenzione ai loro ragazzi.

 

Famiglia

 

Qualche mese fa avevamo accolto nella comunità una famiglia che veniva dall’Ecuador. Tre figli e il quarto in arrivo. Sposati solo civilmente.

Li avevamo aiutati e un po’ come Centro d’ascolto, avevamo inserito i ragazzi più grandi nel catechismo.

Non avevo detto niente a loro del matrimonio. Sono stati loro spontaneamente a chiedere di sposarsi in chiesa nell’occasione del battesimo del quarto bambino. Stiamo facendo il cammino di preparazione.

Mi sembra di vedere un pochino anche l’azione dello Spirito Santo dentro di loro.

 

26 agosto 2008

CONDIVIDO POCHE COSE

 

Quest’anno abbiamo impostato il campo di quarta elementare sul tema delle Beatitudini. Ogni giorno un animatore doveva raccontare un’esperienza su come era riuscito a vivere una beatitudine. Mi ha colpito quanto queste esperienze fossero concrete. Questo mi ha fatto capire come nelle nostre parrocchie ci sia già un po’ l’esperienza di mettere in pratica il Vangelo concretamente.

 

Dopo una mia spiegazione di un brano di Vangelo al Campo Nazionale Militanti della Gioc, la Vicepresidente, che mi conosce da anni, proveniendo dalla mia parrocchia mi ha detto: “Tu non ti rendi conto di che uomo che sei diventato, non che prete!”. Forse vuol dire che quando ami un po’ se parli non parli solo, ma doni.

 

Le mie vacanze, anche quest’anno sono state occasioni di vivere momenti belli di fraternità tra sacerdoti. Con Don Bruno che ci ospitava a Polanesi. Con Riccardo e poi con Don Roberto che hanno condiviso un pezzo di vacanze con me. Poi a Sestri Levante con Don Paolo e Don Stefano. Poi a Loppiano con sacerdoti e seminaristi provenienti da Iraq, Stati Uniti, Guatemala, Colombia, Italia, Slovacchia, Slovenia, Congo, Uganda, Centrafrica, Filippine, Corea. Non capisco quei preti solitari e individualisti. Questa è la mia famiglia.

8 ottobre 2008

Racconto qualcosina di me

 

DANIELE

 

In questi giorni sto meditando una frase del Vangelo che dice “Date e vi sarà dato”

Ad esempio sto cercando di voler bene al carissimo seminarista Daniele che il vescovo ci ha mandato il sabato e la domenica

Quando viene da noi cerco di stare con lui il più possibile

Di dedicarmi a lui con tutto l’amore che riesco

Di tralasciare altri impegni e altre cose da preparare per poterlo seguire bene

Ma mi sembra che il Signore in cambio mi dia molto di più

Mi sta facendo riscoprire un po’ di entusiasmo del mio essere prete, dello stare di più in mezzo ai giovani

Erano mesi o anni che non passavo in un bar a salutare i giovani che c’erano lì dentro

A stare con loro

Ero preso dalle riunioni, dalle cosa preparare

E anche da un po’ di pigrizia e di stanchezza

Dopo aver fatto tutte queste cose alle 10 o le 11 non avevo più voglia di vedere nessuno

Ma il fatto di stare con lui e di doverlo accompagnare mi spinge a riallacciare certi contatti che non avevo più seguito abbastanza

Sta riscoprendo l’entusiasmo di essere un prete che esce dalla parrocchia per incontrare i ragazzi dove sono loro

È proprio vero “Date e vi sarà dato”

Ho dato un po’ di tempo e in cambio ne ho ricevuto che sto riscoprendo la mia identità

 

GENITORI E RAGAZZI

 

L’altro mese invece stavo meditando un’altra frase del Vangelo “Amate i vostri nemici”

Non mi sembra di aver nemici

Però sicuramente ho delle persone che non mi capiscono o a cui non riesco a far capire delle cose

Tra queste stesso ci sono i genitori dei ragazzi del catechismo

Loro vogliono solamente avere dei sacramenti spesso senza essere interessati a un cammino di fede

Io invece vorrei proporre il cammino di fede prima dei sacramenti

Non ci capiamo

La frase “Amate i vostri nemici” mi ha aiutato essere meno rigido con questi genitori

Ad esempio con quelli che non hanno voluto mandare i loro ragazzi al ritiro in preparazione alla cresima

Pur dicendo loro la verità ho avuto più pazienza

Sono riuscito anche ad avere uno sguardo più positivo con i ragazzi

Quando dovevo sgridarli, al ritiro, ho cercato di farlo senza fare commenti negativi su di loro come mi erano scappati in passato

Questo ha significato dover usare molta fantasia

Trasformare un’attività all’ultimo momento perché ti accorgi che non riescono seguirla

Ogni volta che li devi sgridare un po’ fare un richiamo diverso da quello che avevi fatto prima per non essere troppo noioso

Ho cercato di seguire i consigli che mi ha dato la carissima suor Mariapaola

“Per la due giorni, per ottenere il silenzio cerca di non urlare ma parlare a bassa voce, vedrai che pian piano staranno zitti per ascoltarti. Se poi non riesci allora usa i toni alti. Per il resto tutto bene, i ragazzi ti vogliono bene. Cerca di non affanarti, di fare con calma, anche se è normale l'affanno perché un campo con così tanti ragazzi non è semplice. Spirito Santo e collaborazione con chi viene con te. Ciao, sr MP”

 

TREGIORNIPERTE

 

Al ritiro con i giovani di inizio settembre (TreGiorniPerTe) ho cercato di mettermi in servizio il più possibile

Ad esempio quando ero stanco di sera cercando di confessare ogni persona come se fosse la prima

O con i servizi concreti durante i pasti

Mi ha colpito il fatto che c’è una ragazza che dice grazie a questi ritiri si sta riavvicinando alla Chiesa

O il fatto che delle persone hanno potuto parlare a lungo di argomenti di cui di solito non si osa condividere con gli altri chiedendosi cosa ne pensa Gesù

Che bello

Gesù ci usa come strumenti

Angelo

Sono appena ritornato a casa dal lavoro e squilla il telefono. E’ una suora della parrocchia. Visto che sono ministro straordinario dell’eucaristia, mi chiede se posso andare a visitare una signora che è all’ospedale. Il parroco, infatti, è assente.

Una amica della signora mi chiede di venire con me. Quando arriviamo alle Molinette nella camera dell’ammalata, sono presenti tante persone. Ad un certo punto chiedo di rimanere solo con l’ammalata. Lei è gravissima e per questo motivo vorrei chiederle se desidera incontrare un sacerdote. Tuttavia è lei stessa, dopo un certo tempo di silenzio, a dirmi: “Ho un solo desiderio, vorrei confessarmi”.

Esco per cercare un sacerdote. Quando arriva gli spiego la situazione. Durante la celebrazione rimaniamo tutti in camera con il sacerdote, anche perché l’ammalata non è molto lucida e non parla. Terminata la funzione il sacerdote dice: “Usciamo e lasciamola sola un po’ di tempo”. Mentre tutti escono lei mi prende la mano e mi fa cenno di restare e di sedermi. Mi siedo e rimango solo con lei. Ad un certo punto mi dice: “Mi parli del paradiso”.

Non ricordo cosa le ho detto, ricordo solo che il suo viso si illuminava e notavo in lei una grande pace.

Ad un certo punto mi dice: “Oggi io incontrerò Gesù che ho sempre rinnegato e ci sarà la sua mamma ad aspettarmi”. Rispondo: “Certo, tu l’incontrerai mentre tante persone della parrocchia stanno pregando per te”. Riprende: “Sono proprio felice. Io pregherò dal cielo per loro”.

Gli chiedo se vuole parlare con qualcun altro: “Sì, con la mia amica” e mi dice il nome. Era la signora che mi aveva accompagnato.

Io esco dalla camera e lei vi entra. Poi esce commossa esclamando: “Mi ha parlato! Mi ha parlato!”.

Durante tutto il viaggio di ritorno verso casa la signora mostra di essere arrabbiata con Dio. Dice: “Se Dio ci fosse, non dovrebbe permettere questo!”. Io non ribatto, non dico nulla. Ci salutiamo.

Poco tempo dopo il marito muore per un incidente sul lavoro. Lei rimane sola con due figli. Trova lavoro in un asilo dove io portavo mio figlio.

Spesso in fabbrica mi chiedono di fare delle ore in più, ma io non posso mai, perché ogni giorno devo andare a prendere mio figlio all’asilo. Un giorno provo a chiedere ad una vicina di casa se me lo porta a casa lei ma mi risponde con un secco: “No, non porto mai estranei nella mia auto”. “Grazie” è la mia risposta.

Tuttavia mentre sono al lavoro, alle due del pomeriggio, mi telefona la signora che un tempo avevo accompagnato alle Molinette per dirmi che posso fermarmi e che il figlio lo avrebbe accompagnato lei. Parlando con mia moglie, poi, dice: “Conosco bene lei e suo marito, lo faccio per voi, perché siete dei cristiani veri e lo faccio volentieri. Ma per altre persone che vanni in chiesa non lo farei mai!” Finchè il figlio va all’asilo, siamo andati avanti così.

Quando il figlio faceva le elementari ogni tanto la andavamo a trovare, poi ci siamo un po’ persi di vista.

Una domenica mia moglie ed io siamo andati a Messa in un’altra parrocchia. Terminata la Messa, essendo rimasto indietro, vedo una signora che abbraccia mia moglie: è la signora che andava a prendere mio figlio all’asilo! Mi avvicino e la signora, quando mi vede, mi dice: “Vede, adesso anch’io vengo a messa tutte le domeniche e nei giorni feriali vengo a pulire la chiesa!”.

Difficile con i difficili

28/02/2005
In ufficio e altrove
Difficile con i difficili
Paolo Lòriga

Aggressivi o scansafatiche, lagnosi o esibizionisti, egocentrici o perfezionisti. È un'impresa vivere con loro. Gli esperti: non esistono persone problematiche, si tratta di valorizzarle.

Chi, io? Ma cosa dici. Non lo ammetteranno mai, le persone difficili, di essere, appunto, difficili. Anche davanti ad una mole schiacciante di prove. Opporranno in modo tenace e minuzioso le loro inossidabili buone ragioni.
Mica è colpa loro se il mondo gira per il verso sbagliato e se hanno problemi con i familiari, con i parenti, con i colleghi, con gli amici, con il parroco, con il barista, con il fruttivendolo dell'angolo. Sembra quasi che il pianeta si sia coalizzato contro di loro. Ed invece la faccenda è più semplice: ce l'hanno con tutti.
Tutto si acuisce in questo rigido febbraio, ormai lontani dalle vacanze estive passate e ancora separati anni luce da quelle future. In molti di noi le risorse psicofisiche già scarseggiano, e ci stiamo accorgendo, nostro malgrado, che è proprio difficile vivere con soggetti difficili. Che, nonostante le nostre eroiche intenzioni, stiamo raschiando il fondo della nostra pazienza, della capacità di dissimulare le contrarietà, dell'abilità di smussare gli angoli.
La fuga non è praticabile. Sì, certo, puoi abbandonare gli amici riottosi, evitare i conoscenti ottusi, stare alla larga dai tipi esosi. Ma con quelli che non ti sei scelto, come i parenti, i colleghi di lavoro, i membri dell'associazione, bisogna procedere in altro modo.
Prima di arrivare a strozzare qualcuno di questi soggetti - allora sì che inizierebbero le difficoltà -, conviene accettare la nostra scarsa riserva di sopportazione, chiedersi come comportarsi con quei tizi e cercare indicazioni nelle parole di esperti.
Prima di pensare alle persone difficili - avvertono i saggi -, cominciamo da voi: voi siete difficili?. E sentenziano (senza appello) che, se provate difficoltà con tanti, siete proprio voi il soggetto insopportabile.
Comunque sia, mettere su una rissa non conviene. La vita è troppo breve per passarla a litigare con gli altri , raccomanda un vecchio detto. E poi - l'abbiamo sperimentato tutti -, non si cambia una persona difficile facendo i difficili a nostra volta. A loro, infatti, non importa di voi, ma solamente di loro stessi (per questo sono critici con tutti). È di conseguenza importante non farne una questione personale, separando, opportunamente, il problema dalla persona.
Piuttosto si tratta di sfruttare un tratto comune dei tipi impossibili: la loro prevedibilità. Pensiamo agli aggressivi, ai prepotenti, ai perfezionisti, ai lagnosi, agli scansafatiche, agli esibizionisti, agli egocentrici: sono portati a riproporre costantemente i loro atteggiamenti, le loro osservazioni, i loro mugugni, e questo rende la situazione più facile. Talmente facile - commentano i guru della materia - che vi troverete a desiderare che tutti siano difficili, perché sono proprio queste le persone più facili da gestire. Arduo credergli, ma vale la pena provare, anche perché è il caso di tener conto di un'altra indicazione: Non esistono persone difficili.
Si tratta semplicemente di persone con le quali dobbiamo imparare a trattare. Pazienza e perseveranza, i requisiti preliminari.
I luoghi di lavoro sono, per antonomasia, gli ambiti in cui convive la più variegata casistica di soggetti non facili.
Ci sono i colleghi, di cui parliamo a parte, e ci sono i capi. Questi sono spesso diventati tali per qualità tecniche, commerciali, amministrative, ma non tutti sono capaci a dirigere. Ed è allora che nascono i problemi.
Il sociologo Domenico De Masi, pensando ai tanti soprusi, sostiene: I capi, ormai, sono quasi sempre degli incompetenti messi sopra persone competenti. E il mobbing è la diretta conseguenza dell'attuale organizzazione del lavoro basata sulla competitività e sulla gerarchia.
D'accordo. Ma come fare con un superiore prepotente? Non combattere, né diventare una vittima, non alzare la voce, né farsi trascinare nella discussione, non andare via, restare calmi, tornare sul problema, non perdere il controllo della situazione.
Un buon capo si vede invece se sa usare una parola di 13 lettere: comunicazione.
Al cuore di tutti i problemi che mi sia capitato di vedere nelle relazioni con i dipendenti si nascondeva quel termine, spiega Roy Lilley, consulente della scuola per dirigenti dell'Imperial College di Londra.
E aggiunge: Dite alle persone che cosa volete e cosa vi aspettate da loro, spiegate come volete che un compito venga svolto e siate altrettanto chiari riguardo a traguardi e obiettivi. Poi indica quella che definisce regola d'oro: Affrontare le questioni difficili il prima possibile.
Non aspettate, non lasciate che le situazioni degenerino.
Se chi ha posizioni di comando sa capire i collaboratori, sa correggerli ma anche sostenerli, creerà un gruppo - suggerisce lo psichiatra Fausto Manara in Forte come la dolcezza (Sperling & Kupfer) - nel quale sarà bello lavorare insieme e condividere progetti e prospettive. I subalterni si fideranno di lui, crederanno alla sua capacità di guida e sarà assai probabile che finiranno per fidarsi e credere anche nei colleghi. Vale per il manager, ma anche per chiunque altro.
Le critiche sono il pane quotidiano dei soggetti difficili. Quando poi fanno il paio con i pettegolezzi, l'ambiente - si tratti della famiglia, del lavoro, dell'associazione bocciofila - diventa invivibile. Se entrate nell'ordine di idee per cui le critiche per voi sono preziose quanto i complimenti, è fatta, chiarisce Lilley in Lavorare con persone difficili (Tea).
Indispensabile, però, apprendere l'arte per gestire una critica, un reclamo, una protesta: ascoltate, mettetevi nei panni dell'altra persona, non giustificatevi, prendete appunti, concordate un piano d'azione, mettetelo in opera.
In definitiva, è importante giungere ad un assunto: un individuo non è necessariamente da scartare soltanto per un certo di tipo di carattere che si ritrova. Lavorare con persone difficili - affermano gli studiosi di problemi aziendali - consiste nel saper trattare con loro e sfruttare le capacità che di fatto possiedono, ottenendo il meglio da ciascuno. L'indicazione resta valida anche fuori dalle imprese.

Corso in pillole di relazioni umane

Le sei parole più importanti: Ammetto di aver commesso un errore.
Le cinque... Hai fatto un buon lavoro.
Le quattro... Che cosa ne pensi?.
Le tre... Per piacere, potresti?.
Le due... Grazie tante.
La singola parola più importante: Noi.
La parola meno importante:Io.

SETTE REGOLE PER SETTE TIPI

Aggressivo. Esce all'attacco, critica, avvia continue discussioni, sa bene come gli altri dovrebbero comportarsi.
Robert Ramson, esperto di gestione del personale, autore di Coping with difficult people (Affrontare la gente difficile), Anchor Press, consiglia: concedetegli il tempo per scaricarsi; non mettetevi a discutere su quello che dice; chiamatelo per nome; esprimete le vostre opinioni; mostratevi amichevole.
Lagnoso. Ascoltate con attenzione le sue ragioni; evitate il rimpallo accusa- difesa-nuova accusa; adottate un atteggiamento volto a risolvere i problemi ponendo domande specifiche; auspicate collaborazione; se questo non porta a nulla, chiedete: Come vuoi finisca questa discussione?.
Indifferente. Non interpretare il significato del suo silenzio; incoraggiarlo ad aprirsi, magari ricorrendo a domande che richiedano il suo parere; guardatevi dal riempire il silenzio con le vostre parole; se si apre, controllate il vostro impulso di dire troppo; se rimane zitto, commentate ciò che sta accadendo e fissate un altro appuntamento.
Superaccondiscendente. Fategli sentire che lo tenete in considerazione; informatevi della sua famiglia e dei suoi interessi; ascoltate le sue battute e le prese in giro scherzose: possono contenere messaggi nascosti.
Negativo. Fate affermazioni ottimistiche, basate sui fatti, riguardo a passati successi nel risolvere problemi simili; non cercate di convincerlo a non essere pessimista; siate voi per primi a sollevare la possibilità del verificarsi di eventi negativi; restate pronti ad agire per conto vostro.
Saccente. Prepararsi con molta cura, rivedendo tutta la documentazione; evitate le affermazioni categoriche; mostratevi in disaccordo, senza eccessiva rigidità; sollevate obiezioni con domande; se possibile, trattate con lui quando è solo.
Indeciso. Facilitategli la possibilità di parlarvi di conflitti e riserve che impediscono la decisione; sostenerlo nell'esaminare i fatti e nel dare un ordine di priorità alle soluzioni alternative; ciò gli renderà più facile dire di no a qualcuno.

ESTATE 2008

Quest’anno abbiamo impostato il campo di quarta elementare sul tema delle Beatitudini. Ogni giorno un animatore doveva raccontare un’esperienza su come era riuscito a vivere una beatitudine. Mi ha colpito quanto queste esperienze fossero concrete. Questo mi ha fatto capire come nelle nostre parrocchie ci sia già un po’ l’esperienza di mettere in pratica il Vangelo concretamente.

 

Dopo una mia spiegazione di un brano di Vangelo al Campo Nazionale Militanti della Gioc, la Vicepresidente, che mi conosce da anni, proveniendo dalla mia parrocchia mi ha detto: “Tu non ti rendi conto di che uomo che sei diventato, non che prete!”. Forse vuol dire che quando ami un po’ se parli non parli solo, ma doni.

 

Le mie vacanze, anche quest’anno sono state occasioni di vivere momenti belli di fraternità tra sacerdoti. Con Don Bruno che ci ospitava a Polanesi. Con Riccardo e poi con Don Roberto che hanno condiviso un pezzo di vacanze con me. Poi a Sestri Levante con Don Paolo e Don Stefano. Poi a Loppiano con sacerdoti e seminaristi provenienti da Iraq, Stati Uniti, Guatemala, Colombia, Italia, Slovacchia, Slovenia, Congo, Uganda, Centrafrica, Filippine, Corea. Non capisco quei preti solitari e individualisti. Questa è la mia famiglia.

 

Perché la Chiesa è in politica?

Perché la Chiesa è in politica? UN POPOLO FA
POLITICA … MA COME?
La chiesa è un popolo. Un popolo vive nel mondo. Un popolo, quindi, si
interessa delle cose del mondo Tra le cose del mondo c’ è la politica. La
chiesa, quindi, si deve interessare della politica, la discussione tra noi
cristiani è sul come.

DUE SENSIBILITA’
Si può dire che ci sono due sensibilità tra i cattolici italiani riguardo alla
politica (il confronto tra esse non è animoso, non produce guerre di
religione, non genera spaccature … perché in comune c’ è la fede … l’ amicizia con Gesù).

1. DIFESA DEI VALORI
E DELLA TRADIZIONE
La prima «anima»
· più prudente
· più sulla difensiva
· molto attenta ai principi e ai «valori non negoziabili»,
· denuncia con forza il secolarismo e il relativismo etico dei nostri giorni
· promuove una «religione dei valori» (o cristianesimo «di cittadinanza») capace di creare consenso
in quei non credenti che condividono con la Chiesa la difesa della tradizione e della cultura della
nazione

2. TESTIMONIARE CON
LA VITA … DARE
SPERANZA
L'altra «anima»
· meno favorevole a mescolanze con i non credenti sopraccitati
· una fede che si riconosce non dalle parole ma dalle opere, che deve
essere più vissuta che dichiarata
· uno sguardo positivo sul mondo
· riconoscere nel mondo anche i segni e le domande positive
· parlare a tutti con speranza

RUINI VUOLE ANCHE
DIRE LE SOLUZIONI
TECNICHE
ANCHE NEI VESCOVI CI SONO DUE TENDENZE
· La tendenza dei vertici della gerarchia a sostenere non soltanto i
grandi orientamenti della coerenza dei credenti, ma anche i termini
concreti delle mediazioni pratiche, le così dette «soluzioni tecniche»
e perciò stesso «opinabili» e quindi «negoziabili» proprie dell'esercizio della politica (Esempio:
Ruini).

IL PAPA NO

  • L’altra tendenza ha un autorevole rappresentante – il papa Benedetto XVI: «Il compito immediato di agire in ambito politico per costruire un giusto ordine nella società non è, dunque, della chiesa come tale, ma dei fedeli laici, che operano come cittadini sotto propria responsabilità».
(La discussione su queste cose è stata molto accesa anche all’ ultimo convegno dei cattolici di ottobre 2006 a Verona … )


IO LA PENSO COSI’ SEI SEMPRE CHIESA
· Il cristiano – dovunque sia, qualunque cosa faccia – non è mai solo a
nome proprio, è lì sempre come rappresentante di una comunità.

MA NON OGNI TUA
SCELTA E’ UNA
SCELTA DI TUTTA LA
CHIESA
· Questo non significa che ogni sua azione sia automaticamente
un’ azione della comunità cristiana …
· Ma significa che ogni sua azione è comunque un tentativo fatto da un
membro della comunità cristiana.

HAI IL DOVERE DI
TENTARE STRADE
NUOVE
· Per poter incarnare maglio il Vangelo nelle realtà quotidiana della vita
infatti il laico ha il diritto/dovere di tentare strade nuove, di provare, di
fare scelte non condivise con tutta la comunità – in una parola ha il
diritto di fare scelte personali, opinabili, anche con il rischio di
sbagliare – per tentare di applicare concretamente il Vangelo qui ed ora.
· In pratica – nella chiesa – mentre il clero garantisce il legame con il passato, con la Rivelazione di
Gesù Cristo e con la Tradizione della Chiesa (cioè la trasmissione fedele questa Rivelazione) – un
passato che è sempre nuovo e fonte di novità, perché la Rivelazione di Gesù Cristo è la più grande
novità della storia –, il laico garantisce il legame con il presente e con il futuro, garantisce che
questo Vangelo sia collegato con la vita concreta della gente e apre sviluppi futuri nel processo di
sempre più profonda comprensione del Vangelo, che non può che avvenire attraverso l’ incontro di
esso con la vita concreta.
· Se è vero – come è vero – tutto questo, allora ne viene fuori il dovere della comunità cristiana di
dare un sostegno a chi la rappresenta, di non lasciarlo solo, isolato.
· Sostegno che non può consistere nel dare indicazioni sulle scelte concrete come se si trattasse solo
di dedurre da principi, come se l’ incontro con la vita non fosse fonte di maggiore luce nella
comprensione del Vangelo stesso …

I LAICI PARLINO FUORI
… I VESCOVI DENTRO

UN CAMBIAMENTO DA FARE
Il Concilio Vaticano II ha recuperato una cosa che c’ era tra i primi cristiani
· I laici siano la voce chiesa con i non credenti
· I vescovi parlino soprattutto delle questioni interne
· Delle questioni del dialogo con tutti parlino soprattutto i laici (ad esempio – devono essere 1000
famiglie a parlare dei PACS e dei DICO – non i vescovi – o almeno molto di meno)

Il passato …

Il passato … . Il passato della chiesa ha avuto pagine meravigliose e pagine bruttissime.

NON SEMPRE QUEL
CHE SEMBRA CHIESA
E’ CHIESA
Era chiesa nel primo caso. Era un’ altra cosa nel secondo: uno sgorbio.
L’ uomo può sempre rovinare le cose che Dio ci dà. Ma questo non fa sì che
esse non siano più doni di Dio, che non siano più cose valide.
I padri pedofili e le madri che uccidono i figli non ci fanno dire che la famiglia non è una cosa valida.

NOI POSSIAMO
ROVINARE I DONI DI
DIO … MA SONO
SEMPRE DONI DI DIO
Pagine meravigliose
· Migliaia di santi riconosciuti da tutti, credenti e non credenti, come
persone meravigliose
· Le milioni di opere sociali fatte dalla chiesa in ogni epoca storica
· I primi cristiani riescono a fare abolire la schiavitù
· I primi a parlare dei diritti umani sono stati i cristiani
· I benedettini che iniziano a bonificare le immense paludi di cui era ricoperta l’ Italia
· I benedettini che re-insegnano l’ agricoltura alla gente
· Le leggi medioevali che riescono a relegare le guerre come cose solo tra nobili … senza
coinvolgere i contadini
· Le confraternite medioevali, fatte da laici, che hanno salvato decine di milioni di persone dalla
povertà
· Il “ diritto d’ asilo” che ha salvato milioni di persone ingiustamente perseguitate
· I primi ospedali per tutti sono stati fondati dalla chiesa
· Le prime scuole per tutti sono state fondate dalla chiesa
· La quantità enorme di studiosi cristiani che hanno contribuito al progresso del sapere umano
· La cultura cristiana ha prodotto epoche fiorentissime e ricchissime di espressioni artistiche,
letterarie, filosofiche, scientifiche (basti pensare ad una tra tutte: il rinascimento che è partito dalla
riscoperta del cristianesimo per arrivare fino a valorizzare tutta la cultura antica … )
· Sant’Antonio riesce ad eliminare l’ usura da Padova
· I francescani che fondano le prime banche etiche (“ i monti di pietà” ) per superare l’ usura ed
aiutare i poveri
· Le dighe in Olanda sono state finanziate con le indulgenze … lo stesso vale per i ponti …
· Le prime forme di democrazia moderna (i comuni) sono nati dall’ impegno dei cristiani
· Il vaticano che nasconde, difende insabbia i processi delle presunte streghe
· Molte delle scienze moderne sono nate da uomini di chiesa o da cristiani credenti (il caso più
eclatante è la genetica)
· I primi sindacati dei lavoratori sono stati fondati dai preti (esempio: San Leonardo Murialdo)
· Il primo contratto da apprendista, dando diritti ai giovani lavoratori, è stato fatto da Don Bosco
· La voce dei papi nel 1900 … spesso quasi l’ unica voce in difesa della pace … dei lavoratori
· La quantità smisurata di aiuti delle chiese dell’Europa e dei paesi ricchi per i popoli poveri
· La dottrina sociale della chiesa è stata, ed è, punto di riferimento per tutte le culture e le tradizioni
politiche … portando idee rivoluzionarie
· I principi della nostra costituzione (la più bella del mondo) … sono in gran parte maturati
all’ interno della riflessione dei cristiani
· In Italia (per la maggior parte per influsso della chiesa) ci sono un milione di persone che danno
almeno mezza giornata alla settimana gratis per gli altri
· …
Pagine bruttissime
· Le crociate
· L’ inquisizione
· Le guerre di religione
· …
· … queste le sapete meglio … (il negativo, purtroppo, è ciò che si ricorda sempre di più)
Vuoi sapere com’ è la vera chiesa … com’ è la chiesa quando è vera? Puoi leggere ciò che ha scritto un
cristiano ad un pagano intorno all’ anno 150 dopo Cristo (LETTERA A DIOGNETO, V e VI):

V. 1. I cristiani né per regione, né per voce, né per costumi sono da distinguere dagli altri uomini. 2. Infatti, non abitano città proprie, né usano un gergo che si differenzia, né conducono un genere di vita speciale. 3. La loro dottrina non è nella scoperta del pensiero di uomini multiformi, né essi aderiscono ad una corrente filosofica umana, come fanno gli altri. 4. Vivendo in città greche e barbare, come a ciascuno è capitato, e adeguandosi ai costumi del luogo nel vestito, nel cibo e nel resto, testimoniano un metodo di vita sociale mirabile e indubbiamente paradossale. 5. Vivono nella loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri. Ogni patria straniera è patria loro, e ogni patria è straniera. 6. Si sposano come tutti e generano figli, ma non gettano i neonati. 7. Mettono in comune la mensa, ma non il letto. 8. Sono nella carne, ma non vivono secondo la carne. 9. Dimorano nella terra, ma hanno la loro cittadinanza nel cielo. 10. Obbediscono alle leggi stabilite, e con la loro vita superano le leggi. 11. Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati. 12. Non sono conosciuti, e vengono condannati. Sono uccisi, e riprendono a vivere. 13. Sono poveri, e fanno ricchi molti; mancano di tutto, e di tutto abbondano. 14. Sono disprezzati, e nei disprezzi hanno gloria. Sono oltraggiati e proclamati giusti. 15. Sono ingiuriati e benedicono; sono maltrattati ed onorano. 16. Facendo del bene vengono puniti come malfattori; condannati gioiscono come se ricevessero la vita. 17. Dai giudei sono combattuti come stranieri, e dai greci perseguitati, e coloro che li odiano non saprebbero dire il motivo dell'odio.

VI. 1. A dirla in breve, come è l'anima nel corpo, così nel mondo sono i cristiani. 2. L'anima è diffusa in tutte le parti del corpo e i cristiani nelle città della terra. 3. L'anima abita nel corpo, ma non è del corpo; i cristiani abitano nel mondo, ma non sono del mondo. L'anima invisibile è racchiusa in un corpo visibile; i cristiani si vedono nel mondo, ma la loro religione è invisibile. 5. La carne odia l'anima e la combatte pur non avendo ricevuto ingiuria, perché impedisce di prendersi dei piaceri; il mondo che pur non ha avuto ingiustizia dai cristiani li odia perché si oppongono ai piaceri. 6. L'anima ama la carne che la odia e le membra; anche i cristiani amano coloro che li odiano. 7. L'anima è racchiusa nel corpo, ma essa sostiene il corpo; anche i cristiani sono nel mondo come in una prigione, ma essi sostengono il mondo. 8. L'anima immortale abita in una dimora mortale; anche i cristiani vivono come stranieri tra le cose che si corrompono, aspettando l'incorruttibilità nei cieli. 9. Maltrattata nei cibi e nelle bevande l'anima si raffina; anche i cristiani maltrattati, ogni giorno più si moltiplicano. 10. Dio li ha messi in un posto tale che ad essi non è lecito abbandonare.

 

La ricchezza della Chiesa …

La ricchezza della Chiesa … UN CRISTIANO SI
ARRABBIA DI PIU’
LA CHIESA E’ MIA …
Se tu sei un amico di Gesù, ti arrabbi il triplo per le ricchezze usate male dal
Vaticano, per chi fa “mangia, mangia” !
Ma ti arrabbi perché ami la chiesa (è il tuo amico Gesù che ha inventato la
chiesa quindi ci tieni tantissimo).

LA CHIESA E’ MIA …
RUBANO A ME
Ti arrabbi perché la senti tua, senti di
farne parte. Ti senti derubato in qualche cosa che è tuo.
Allora contesti, dimostrando che può essere diverso (San Francesco).

CONTESTARE CON LA
VITA
Se tu non sei amico di Gesù, sì, ti arrabbi, ma poi non ti cambia più di tanto
la vita.

Perché la Chiesa non vuole le coppie di fatto?

NON E’ MAGISTERO
Non c’ è nessuna posizione ufficiale della chiesa su questo.
Bisogna saper distinguere tra
· Magistero infallibile (rarissimo)
· Magistero non infallibile
· Opinioni / Discussione

A CHI INTERESSA IL
MAGISTERO
(Questo ti interessa solo se sei amico di Gesù … in questo caso, infatti, vuoi
avere la garanzia di essere fedele al suo Messaggio … ascoltando chi Gesù
stesso ha scelto per questo … i successori degli apostoli … i vescovi)

E’ UNA LEGGE DELLO
STATO
Non c’ è nessun pronunciamento del Magistero su questo (d’ altronde non ci
può essere perché si parla di una legge dello stato … e i pronunciamenti del
Magistero sono solo su fede e morale … non sulle leggi dello stato) …
però c’ è la volontà di entrare nel dibattito.

SU COSA SI DISCUTE
Voglio farvi capire i termini in gioco … dopo di che discutiamo.
· Non è un problema l’ esistenza delle coppie di fatto … ci sono
sempre state e sempre ci saranno … oggi per la chiesa sarebbe meglio avere meno matrimoni in
chiesa … ma più convinti (questo vale per ogni sacramento)
· Il problema è favorire il matrimonio civile

LO STATO SOSTIENE
CIO’ CHE HA UTILITA’
SOCIALE
Lo Stato cosa fa? (… o cosa dovrebbe fare … )
· Valuta l’ utilità sociale delle cose
· Se una cosa ha utilità sociale la sostiene (ad esempio: la Gioc – ha
utilità sociale – ti do un contributo)
Applichiamo questo a caso nostro
· La famiglia ha una grande utilità sociale … lo Stato dà alla famiglia delle cose in cambio

LE COPPIE DI FATTO
SONO MENO UTILI
Allo stato è più utile il matrimonio che le coppie di fatto
· Maggiore garanzia di stabilità
· Impegno pubblico
· Diritti e DOVERI sanciti
Certamente alla società conviene favorirlo (e invece si fa poco … )
Lo stato può dire: “ Le coppie di fatto mi sono utili, ma un po’ di meno”
FIN QUI SONO TUTTI D’ACCORDO

RICONOSCIMENTO
NON ALLA PARI O NON
RICONOSCIMENTO?
La discussione è su cosa fare come conseguenza di ciò che viene sopra
· C’ è chi dice – riconoscimento – ma non alla pari
· C’ è chi dice – nessun riconoscimento – se no, di fatto, sfavorisci il
matrimonio

OMOSESSUALI … NON
E’ MATRIMONIO
Poi c’ è la questione degli omossessuali
· Lì un riconoscimento ci vuole
· Non si può chiamarlo matrimonio perché il matrimonio è un patto
tra persone di sesso diverso, fatto anche per procreare e crescere i figli
· Ci vuole una nuova forma

DIRITTO PRIVATO O
FORMA DI
RICONOSCIMENTO?
FIN QUI SONO TUTTI D’ACCORDO

La discussione è su cosa fare come conseguenza di ciò che viene sopra
· C’ è chi dice – basta il diritto privato
· C’ è chi dice – inventiamo una forma

ADOZIONI
TUTTI D’ACCORDO sul no all’ adozione (importanza del maschile e del
femminile per l’ educazione)

DIALOGANTI E
INTRANSIGENTI
UNA MIA ANALISI PERSONALE
Il mondo dei credenti è diviso in due “ partiti”
· Intransigenti – esempio: Ruini
· Dialoganti – esempio: il papa (di fatto ha sconfessato Ruini facendolo dire al portavoce)
Anche mondo dei non credenti è diviso in due “ partiti”
· Dialoganti – esempio: Napolitano
· Intransigenti – esempio: Radicali

IL PAPA E’ TRAVISATO
ATTENZIONE: Il papa è spesso travisato o strumentalizzato
· Esempio: il papa parla ai vescovi della Colombia – non puoi citarlo
come se parlasse dell’ Italia
· Esempio: il papa parla alla “Rota Romana” e dice che oggi il matrimonio è visto da molti solo più
come una formalità – non parla dei PACS o dei DICO – parla del matrimonio in Chiesa (che
purtroppo molti oggi vivono solo come una formalità)

Perché i preti non possono sposarsi?

E’ NORMALE

Le persone che non si sposano per la spiritualità ci sono in molte religioni
(ad esempio i monaci buddisti), in molte culture, ci sono sempre stati. E’
una cosa normale. È una cosa umana.

UN PO’ COME GLI
ANIMATORI

CERCO DI FARVI CAPIRE

La cosa più bella PER ME è la paternità. Sei anche un po’ madre.
E’ quello che voi provate coi vostri animati, non li lascereste per nulla al
mondo.
Ma di più, più allargato, più forte.
Il rapporto che abbiamo noi preti con le persone … è forte!

CIRIL

E’ UNA VITA BELLA … MA NON E’ L’UNICO MODO DI ESSERE PRETE
… vi racconto del mio amico Ciro (Ciril) prete greco-cattolico sposato con due figli, figlio di un prete,
nipote di un prete … è un bellissimo prete (ma anche io non sono male!)
· Quindi ci sono preti sia sposati che no
· Nella Chiesa latina per ora si scelgono tra chi ha la vocazione ala verginità per amore
· Però si sta ri-discutendo

TUTTI I CAMBIAMENTI
SONO SEMPRE NATI
DAL BASSO
La cosa è nata dal basso, dalla gente, per motivi storici
· Stima della gente per la vita più evangelica dei monaci
· Motivi economici (costa di più mantenere con le offerte tutta una
famiglia)
Se ci sarà un cambiamento nascerà dal basso, dalla gente, come tutti i cambiamenti avvenuti nella storia
della chiesa

NON E’ LA COSA PIU’
IMPORTANTE
PERO’
Se tu sei amico di Gesù … queste cose che ti sembrano così grosse … non
sposarti … sposarti … si ridimensionano un po’ .
Sì, sono importanti, ma la cosa più importante per te diventa il rapporto con Gesù … il resto ti va tutto
bene … che ti guidi lui dove vuole lui … tu sei sicuro che se ti chiama per una certa strada ti renderà
felice

TI FIDI DELL’AMICO
GESU’
… è per questo che sento molta più consonanza di sensibilità con uno
sposato amico di Gesù … che con un prete che non ha mai scoperto
l’ amicizia con Gesù
… io stesso non so perché mi sono fatto prete … mi sono fidato … (così come un altro non sa perché si è
innamorato) …

PENSIERI FOLLI (?) MENO PIACERE …
MENO DOLORE
· I grande filosofo Siddharta (il buddha) scopre il dolore … si chiede:
da dove viene il dolore? … pensa, pensa, pensa e poi trova: dal
desiderio … applichiamolo ad un prete non sposato come me: io avrò meno piacere, ma ho anche meno dolore
… questi sono ragionamenti umani che ti aiutano
ad apprezzare la parte positiva della tua vocazione … ma se hai amicizia con Gesù ha senso anche
la parte negativa … ha senso il meno piacere (celibato) ed ha senso anche il più dolore
(matrimonio) … li vivi come un dono d’ amore a lui che ti ama

6
NASCE DALL’AMARE
TUTTI
· La verginità per amore … è un fascino che non si può spiegare se
non l’ hai provato … sarebbe come spiegare il desiderio sessuale ad
un bambino di cinque anni … essa nasce dall’ amore … ti metti ad
amare … questo amore ti spinge a tutti … ti diverti … non vuoi smettere, non vuoi smettere … ti
dà nuove mete … tutti, tutti, tutti, tutti … vedi che la vita è bella così … non lo scegli … ti nasce
dentro (proprio come l’ altro tipo di amore: non lo scegli di innamorarti) … qualcuno facendo
l’ animatore poterebbe cascarci, ATTENTI! …

LE VOCAZIONI SONO
SOLO DUE
· Dio ama tutti, totalmente … per noi uomini è difficile vivere a 100%
le due cose contemporaneamente … chi è sposato vive di Dio,
soprattutto l’ amare totalmente … chi è vergine per amore vive di
Dio, soprattutto l’ amare tutti … in fondo le vocazioni sono solo due: il matrimonio per amore e la
verginità per amore
· Tutti sono chiamati alla famiglia … gli sposati sono chiamati soprattutto a far nascere una
famiglia … i vergini per amore sono chiamati soprattutto a diffondere tra tutti la famiglia … lo
stile di famiglia

NON HO RINUNCIATO A
NIENTE

 DIFFICOLTA’
· Il desiderio sessuale ce l’ hai lo stesso
· Anche i momenti di difficoltà
· La difficoltà è questa: non l’ hai scelto … non hai mai rinunciato … ti divertivi troppo … ti sei
buttato
Però gli scienziati hanno fatto un scoperta
· La zona del cervello che si attiva con la dimensione religiosa è la stessa che si attiva con la
dimensione sessuale

C’E’ ANCHE UN ALTRO
DESIDERIO
Ma c’ è anche un altro desiderio altrettanto forte
· Qualsiasi persona che incontri scatta come un innamoramento
· È parte di me
· Ti appassiona
· Hai voglia di scoprire il mondo che ha dentro
· Ti trovi di fronte ad un universo che cammina, ad un mistero
· E questo con ogni persona, con ogni persona
· È sempre più bello
Il desiderio sessuale c’ è … ma c’ è anche quest’ altro desiderio
· Il fascino del mistero dell’ altro
· Il rispetto di questo mistero
· Se vivi l’ attimo presente … non divaghi con la mente

UNA SCOMMESSA DA
VIVERE FINO IN
FONDO
Non cambierei mai
· Se dovessi avere una sbandata … la lascerei .. mica sono scemo
· Mi diverto troppo
La vita è un scommessa
· Voglio andare sino in fondo

UNA NON MI
BASTEREBBE
È chiaro che bisogna essere un po’ folli
· Un po’ poeti
· E forse bisogna avere un desiderio sessuale più forte della media
· Perché ad esso corrisponde un desiderio di amore più forte
· Una non mi basterebbe
· Ne vorrei almeno dieci
· O tutte … o nessuna

UNO CHE VUOLE DI
PIU’
Il vergine per amore
· È un poeta
È un romantico
· È uno non abituato alla rinuncia
· Uno che vuole di più, di più
· È uno che si commuove per poco
· È un animo più sensibile
· È una persona più intelligente, più geniale
· Uno che viene riempito da piccole cose che per gli altri sono niente
Attenti! Chi è più intelligente
· Soffre di più …
· Ma gode anche di più!
Dio potrebbe chiamare anche qualcuno di voi.

La Chiesa è contro i rapporti prematrimoniali?

Dall’Enciclica di Benedetto XVI “Deus Caritas Est”
(«eros» = desiderio sessuale e «agape» = amore che dà la vita per l’ altro)

Anche se l'eros inizialmente è soprattutto bramoso — fascinazione per la grande promessa di felicità — nell'avvicinarsi poi all'altro si porrà sempre meno domande su di sé, cercherà sempre di più la felicità dell'altro, si preoccuperà sempre di più di lui, si donerà e desidererà «esserci per» l'altro. Così il momento dell'agape si inserisce in esso; altrimenti l'eros decade e perde anche la sua stessa natura.
IL SESSO PORTA
ALL’AMORE
Quindi il papa sa che il desiderio sessuale è una spinta positiva, che tende a
portare fino all’ amore che dà la vita per l’ altro. Dio ci ha fatti bene, il sesso
porta naturalmente all’ amore. Siamo noi che, con la nostra stupidità
roviniamo le cose. Siamo noi che tronchiamo le cose a metà pensando di essere felici così. (Non è una
cosa naturale per noi non permettere al sesso di diventare amore, è una forzatura) Invece saremmo più
felici se ci fidassimo di come siamo fatti dentro. (Il peccato è sempre stupidità)
Quanti giovani sono usciti fuori da giri sbagliati, dalla non voglia di lavorare, dal gusto di fare cose
pericolose e dannose … perché hanno trovato le ragazza giusta!
Quindi quando dei giovani, partendo dal sesso, arrivano all’ amore … sono comunque molto contento. So
che sono felici.

SONO PIU’ FELICI
QUELLI CHE VANNO
DALL’AMORE AL
SESSO
Però vedo anche un’ altra cosa. Vedo che sono più felici quelli che fanno il
percorso inverso. Quelli che passano dall’ amore al sesso. Quelli che
lasciano tutto il tempo all’ amore di crescere, di perfezionarsi, di purificarsi
da tanti piccoli egoismi … fino a diventare amore vero, amore che dà la
vita per l’ altro. Allora arrivano al sesso, il linguaggio dell’ amore, per
esprimere anche fisicamente una realtà che non è solo fisica, è anche spirituale, è di ragione ed è di
sentimento, è di tutte le dimensioni della persona.

UN TEMPO PER
PURIFICARE GLI
EGOISMI
Ecco cosa vedo … vedo giovani felici in entrambi i casi … ma nel secondo
caso più felici. Nel primo caso forse nel loro rapporto ci sono ancora tanti
egoismi da purificare, tanti momenti di non dialogo, tante cose non dette. A
volte si sta insieme … ma in fondo si è soli … non si condividono i valori
più profondi. (Ad esempio mi fa impressione come ragazzi credenti … non hanno mai parlato di questa
dimensione della vita con il partner … con cui sono insieme da anni … ) Certamente, se sono fedeli, se
rimangono insieme, attraverso le purificazioni della vita, attraverso i dolori della vita, attraverso le
inevitabili fatiche e sofferenze … il loro amore si purificherà … raggiungeranno prima o poi le vette
dell’ amore che dà la vita per l’ altro. Ma perché dover raggiungere con il dolore e con la sofferenza ciò
che può essere raggiunto con il dialogo, il conoscersi, l’ ascolto reciproco, il confronto, la conoscenza
profonda?

TUTTI SI PURIFICANO
CON IL DOLORE … MA
LORO PRIMA CON
L’AMORE
raggiunto prima ciò che gli altri raggiungeranno dopo.
Io sono molto restio a parlare di queste cose … ho troppa paura di ferire …
ho troppa paura di scoraggiare il bene che c’ è volendo indicare troppo
presto un bene migliore (a volte il meglio è nemico del bene).
A volte lascio che capiscano da soli … basta ascoltarsi di più dentro.
Dall’Enciclica di Benedetto XVI “Deus Caritas Est”

L'eros ha bisogno di disciplina, di purificazione per donare all'uomo non il piacere di un istante, ma un certo pregustamento del vertice dell'esistenza, di quella beatitudine a cui tutto il nostro essere tende.
Che cosa è questa disciplina? Che cosa è questa purificazione? Non è forse il sesso un dono di Dio? Non
è una spinta positiva che porta all’ amore? Se è una cosa buona e positiva, che bisogno ha di essere
purificato?
L’ uomo è fatto ad immagine di Dio. Ora in Dio, ogni realtà esiste per essere a servizio dell’ altra. Il Padre
esiste per essere a servizio del Figlio e dello Spirito Santo. Il Figlio esiste per essere a servizio del Padre e
dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo esiste per essere a servizio del Figlio e del Padre. Solo così trovano
la loro realizzazione più vera.

INTELLIGENZA FINE A
SE’ STESSA =
STUPIDITA’.
Così vale per noi. Esempi:
· Se l’ intelligenza è fine a sé stessa diventa stupidità. Perché ci vuole
anche sentimento e chi non ha sentimento non capisce nulla delle
persone.

SENTIMENTO FINE A
SE’ STESSO =
INSENSIBILITA’.
· Se il sentimento è fine a sé stesso diventa insensibilità. Perché ci
vuole anche l’ intelligenza e chi non ha intelligenza non capisce i
sentimenti degli altri perché è troppo assorbito dai propri sentimenti.
· Ecc …

Questo vale anche per il sesso:

SESSO FINE A SE’
STESSO = NOIA
· Se il sesso è fine a sé stesso diventa noia, ripetitività, atto meccanico,
sfogo vuoto. Perché ci vuole anche l’ amore e chi non ha amore non
capisce nulla dei desideri del partner, non sa rispettare i suoi tempi,
non troverà mai quell’ armonia.
· Se invece il sesso è accompagnato dall’ amore, dal dialogo, dal rispetto, dall’ armonia, allora sarà
anche più fonte di piacere
Non sarà mai noia, ma sempre novità.

OGNI REALTA’ UMANA
PER DIVENTARE SE’
STESSA DEVE
LIMITARSI PER
LASCIARE SPAZIO
ALLE ALTRE
· Ecco qui una verità apparentemente assurda: il sesso (come ogni
realtà umana) per diventare sé stesso, deve dominarsi, saper
aspettare, mortificarsi un po’ .
· È la storia di Gesù che si ripete: solo il seme che muore trova la vita.
QUESTE COSE TI SPAVENTANO UN PO’ ? … va bene … ne
riparleremo … non concentrarti su queste cose … scopriamo insieme di più
cos’ è l’ amore … il resto lo capirai forse anche da solo

UN TEMPO IN CUI CI SI
CONCENTRA SULLA
CRESCITA
DELL’AMORE
. In base a tutte queste realtà, oggi molti psicologi stanno recuperando
l’ utilità psicologica di un tempo in cui ci si concentri sulla crescita
dell’ amore … prima di arrivare al linguaggio dell’ amore, il sesso. (Anche
diversi giovani lo pensano … ma non lo dicono troppo in giro … di
vergognano un po’ )

IL LINGUAGGIO
DELL’AMORE … VERO
O FALSO?
UNA RIFLESSIONE DIFFICILE
· Il sesso è un linguaggio che esprime “ donare tutto sé stesso”
· Questo linguaggio è vero se il donare tutto sé stesso c’ è anche nella
vita
· Cioè se vivo con te, ho scelto solo te, per sempre, dichiarandolo davanti a tutti
· Ma questo si chiama matrimonio …

(però … può esserci un linguaggio più o meno falso … certamente, ad esempio, è meno falso se c’è una convivenza … almeno si condivide la vita quotidiana, lo stipendio, la cucina, la lavanderia … è falso ma meno falso)
LIVELLO CRISTIANO …
STIAMO
SCOPRENDOLO DA
POCO
FIN QUI SIAMO A LIVELLO MANO … ADESSO PROVIAMO AD
ACCENNARE QUALCOSA DEL LIVELLO CRISTIANO (quest’ ultimo
discorso è un po’ per quelli più interni all’ interno della famiglia) … sono
cose che si stanno scoprendo solo ultimamente (il Vangelo è una cosa
talmente grande … che 2000 anni non bastano a scoprirlo tutto).

UN TEMPO SPECIALE
DI SPIRITUALITA’
Il tempo speciale del finanziamento
· Non ciò che dice la cultura
· Non è ciò che si viveva cinquant’ anni fa per paura del sesso
· Non è nemmeno ciò che si vi ve adesso
È un tempo di spiritualità. È logico: una coppia di cristiani è chiamata a far cose che la gente normale non
è chiamata a fare. Ha bisogno di un’ unità più forte.
Io mi trovo ad accompagnare fidanzati così … è bello! Lo faccio in segreto … ci si vergogna un po’ di
certe scelte.
Queste sono cose interne tra noi … non sono dette a tutti … se tu sei amico di Gesù ti interessa che ogni
aspetto della tua vita sia vissuto come lui lo pensa … perché ti viene il dubbio: “ E se fosse ciò che mi
rende più felice?” … tu hai già sperimentato altre volte che è lui che ti rende felice … e allora non scarti
subito certe indicazioni … ci pensi …

IDEALI … TAPPE
INTERMEDIE … SBAGLI
Il matrimonio cristiano e il fidanzamento cristiano sono delle cose stupende
… sono ideali bellissimi … sono grande felicità!
· Ma non tutti ci arrivano subito
· Molti ci arrivano dopo un po’
· Per arrivare a questo ideale ci possono essere delle tappe intermedie
· In queste tappe ci possono essere anche delle cose sbagliate
· Ma tu te ne accorgerai … prima o poi …

IL MATRIMONIO DI
DESIDERIO
(Infine … c’ ho un’ idea personale … si chiama il PDWULPRQLRGLGHVLGHULR
… ma non so se è giusta)


La Chiesa è contro gli anticoncezionali, poi però è contro l’aborto!

COSE DETTE A TUTTI E
COSE DETTE
ALL’INTERNO DELLA
FAMIGLIA
Certe cose i cristiani le devono dire a tutti. Perché ai cristiani interessa ogni
uomo.
Certe altre cose sono cose che loro si dicono tra loro, ne discutono tra loro,
non vogliono dirle a tutti.
Ad esempio a tutti dicono ad esempio di non uccidere.
Tra di loro si dicono anche che dobbiamo essere pronti a dare la vita per tutti come ha fatto Gesù.
Anche queste due cose sono cose diverse, dette a persone diverse.
Essere contro l’ aborto è una cosa da dire a tutti, nessuno escluso.

ANTICONCEZIONALI =
DISCORSO TRA NOI
CHE VIVIAMO IL SESSO
IN UN CERTO MODO

La discussione sugli anticoncezionali invece non è per tutti, ma è solo per
coloro che accettano e vivono la sessualità in un certo modo. Sempre con la
stessa persona, con cui hai scelto di essere una cosa sola per sempre, aperti
anche alla vita.
In quel caso è avvenuta una lunga discussione.

PIU’ BELLI DA VIVERE
Ed alla fine si è concluso che sarebbero meglio i metodi naturali, perché
favoriscono il dialogo nella coppia, un rapporto sereno con il proprio corpo,
una maggiore conoscenza reciproca, in una parola sono più belli da vivere (oggi hanno la stessa efficacia
degli altri).
“E se io non sono d’ accordo?” … I cristiani hanno sempre discusso e sempre discuteranno … è normale.
Il fatto è che per discutere sulla posizione della Chiesa sull’ aborto si può farlo da qualsiasi punto di vista.
Per discutere sull’ altra cosa non ha senso se non ti dici cristiano. È come se tu pretendessi di discutere di
un affare interno di una famiglia senza farne parte.
Allora prima decido se far parte della famiglia, se far parte del popolo di coloro per i quali a persona più
importante è Gesù. Se sì, allora vieni con noi a discutere, discutere, discutere. Se no discuti con noi solo
delle cose che noi abbiamo detto rivolgendoci anche a te.

Discutere di etica nella chiesa?

DISCUSSIONI NORMALI
TRA CRISTIANI
Non è necessario che arriviamo tutti ad un’idea unica – sono cose di cui i
cristiani devono discutere – nessuno ha la verità in tasca.

PRIMA LE BASI
Forse siamo partiti dal punto sbagliato – prima di discutere queste cose
bisogna discutere le basi del cristianesimo.

NEANCHE IL
PAPA SA TUTTO
DAL DISCORSO DI PAPA BENEDETTO XVI AI PRETI DI AOSTA (25 luglio 2005)
Vorrei, brevemente in quanto posso, rispondere alle vostre domande, ma vorrei anche dire che il Papa non è un oracolo, è infallibile in situazioni rarissime, come sappiamo. Quindi condivido con voi queste domande, queste questioni. Soffro anch'io. Nessuno di noi ha una ricetta fatta, anche perché le situazioni sono sempre diverse.

IL CRISTIANESIMO
AIUTA A SCOPRIRE
L’ETICA UMANA
Il cristianesimo non ha un’etica
· L’etica cristiana è l’etica umana
· Il Dio creatore (che ha messo nel cuore di ogni uomo l’etica umana)
è il Dio salvatore (quello che ha mandato suo Figlio Gesù)
· Piuttosto, il cristianesimo aiuta l’uomo a guardarsi meglio dentro e a scoprire l’etica umana che è
già dentro di lui
· Gesù è venuto per insegnarci ad essere uomini
· Il cristianesimo è il vero umanesimo

I CRISTIANI
DISCUTONO CON
RAGIONAMENTI UMANI
Quindi oggi parleremo di cose di cui i cristiani discutono con passione
· Loro che credono in Gesù
· E quindi in Dio e nell’uomo
· Perché Gesù è Vero Dio e Vero Uomo

Discuteremo
· Non sulla base di disposizioni religiose
· Ma sulla base di disposizioni umane

IL CENTRO DEL
CRISTIANESIMO NON
E’ L’ETICA
Ma il punto non sono queste cose
· Può darsi che tu non capisci
· Non se d’accordo
· Si discute
· Si ricerca insieme

SULL’ETICA
DISCUTEREMO
SEMPRE
Tu puoi essere cristiano e non essere d’accordo con certe norme etiche
· Il centro non è l’etica
· Non sono le regole

IL CENTRO E’ UNA
PERSONA
Il centro (e lo scandalo) del cristianesimo è quella persona: Gesù
· Afferma di essere Dio
· … di essere il senso della tua vita
· … di essere il destino di ognuno
· … che ogni persona è fatta per lui
Oggi Gesù è “tabù” … si parla dell’etica perché c’è paura di Gesù
Se tu sei cristiano il tuo criterio per essere uomo è Gesù
· Il tuo ideale di uomo è Gesù

STIAMO PARLANDO
DEL TETTO PRIMA CHE
DELLE FONDAMENTA
È importante re-incontrarci per parlare di questo

È inutile discutere di che colore pitturare i muri
· Se prima non ci sono le fondamenta




Gesù insegnava alla gente a ragionare

Perché l'amore e il ragionamento dovrebbero essere due cose diverse?
Non sono forse la stessa cosa?
Non è forse l'amore la cosa più ragionevole che esista?
E un amore che non ragiona è ancora amore? Non rischia di fare ciò che non è giusto ed appropriato per l'altro ma di essere schiavo dell'istinto del momento?
E' ancora amore un amore che non è sicuro che esista la persona oggetto del suo amore?
Non è piuttosto un illudere sè stessi di amare?
Non è in fondo narcisismo, ricerca di sè stessi?

Solo l'amore unito al ragionamento e alla ricerca della verità è vero incontro con l'altro (quindi è amore).

E' per questo che, se leggi attentamente il Vangelo, Gesù, alle persone, non insegnava solo ad amare.
Ma insegnava loro anche a ragionare!

Se no perché rispondeva sempre ad una domanda con un'altra domanda?
Se no, perché usava le parabole?
Perché diceva: "Chi ha orecchi per intendere intenda?".
Perchè aiutava le persone ad arrivare da soli a scoprire le cose?
Perchè dava molte domande e poche risposte?

Come non c'è fede senza amore, non c'è fede senza ragionamento.